Terriccio per coltivazione : come sceglierlo
Quando si decide di intraprendere qualsiasi tipo di coltivazione, bisogna fare molta attenzione alla tipologia di terreno ove cui vengono posizionati i semi. Decidere di acquistare il primo terriccio economico che troviamo dal vivaio potrebbe essere una scelta che, a distanza di tempo, potrebbe risultare fatale per la crescita e lo sviluppo sano delle nostre piantine.
Come preparare il terreno giusto?
Il terreno giusto per la coltivazione indoor si compone di una parte formata da terriccio che viene posizionato all’interno dei vasi senza alcun tipo di additivo, meglio se in una condizione in cui possano rimanere ben areati e permeabili.
Il mix perfetto in questo caso è composto da ingredienti come muschio, vermicompost, torba, perlite, germogli di soia e guano di pipistrello; se trovate in commercio un terriccio in grado di contenere la maggior parte di questi elementi, vuol dire che è quello giusto per voi. Piuttosto di scegliere un terreno misto generico per piante che vengono coltivate in casa, è meglio sceglierne uno neutro e aggiungere i nutri Leggi tutto
Il migliore
Un nuovo modello elettrico, versatile e potente, per un giardinaggio davvero green
Tre funzioni in un unico apparecchio. La novità di casa Stiga offre il massimo in un’unica soluzione. Il soffiatore SBL 2600 del brand GGP entra nel mercato con tutta la carica innovativa che rappresenta l’efficienza nordica unita alla passione italiana.
Il nuovo soffiatore elettrico porta nel mondo del giardinaggio la sintesi perfetta fra versatilità e sostenibilità. L’alimentazione a corrente, infatti, permette di lavorare in giardino con energia pulita e zero emissioni. E nessuna manutenzione: il soffiatore non ha bisogno di cambi olio o di forniture di carburante. È sufficiente inserire la spina e prendersi cura del prato e di tutto ciò che lo circonda.
Ideale per i lavori di manutenzione del giardino, è adatto anche per pulire e mante
Sta’ per arrivare l’estate e chi, negli anni passati, ha avuto una brutta esperienza al sole, anche restando nella propria proprietà, può seriamente pensare di risolvere il problema. Come? Semplicemente acquistando
Fiordalisi, papaveri, iperici, garofanini e tante altre specie erbacee spontanee autoctone dalle fioriture spettacolari: sono i cosiddetti wildflowers (letteralmente “fiori selvatici”), già utilizzati in molti paesi per la valorizzazione estetico-paesaggistica e la riqualificazione ambientale di aree urbane, peri-urbane e marginali, ed oggetto da due anni di una coltivazione sperimentale ai margini del Padule di Fucecchio.
L’utilizzo dei wildflowers, se da un lato riesce a riportare un po’ di natura in città con realizzazioni di bellezza inaspettata e dal ridotto costo di allestimento e manutenzione, dall’altro può offrire nuove produzioni alle aziende agricole che intendano coltivare con metodi compatibili con l’ambiente, senza l’impiego di fertilizzanti e fitofarmaci, come è avvenuto nel campo sperimentale allestito presso Azienda Agricola di Castelmartini.
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