Gio. Ago 11th, 2022

Nella gestione dei rifiuti uno degli aspetti fondamentali è la classificazione del rifiuto, le cui specifiche sono riportate nell’Elenco Europeo dei Rifiuti (E.E.R.), istituito con la Decisione n. 2000/532/CE e successiva Direttiva n. 75/422/CE. Nell’elenco sono riportati i cosiddetti codici C.E.R. ovvero il Catalogo Europeo dei Rifiuti che periodicamente viene aggiornato. La decisione è stata recepita in Italia con il D. Lgs. 152/2006. I codici CER sono complessivamente 842 e si tratta di sequenze numeriche di 6 cifre riunite a coppie di due e servono a identificare uno specifico rifiuto in base al processo produttivo che lo ha originato. La classificazione dei rifiuti è una materia articolata e sensibile in sé, perché comporta e imposta il corretto smaltimento dei rifiuti ed è spesso oggetto di consulenza (per approfondimenti in materia si consulenza sui rifiuti, consulta anche il sito http://www.consulenza.novaecologica.it/consulenza/senza-categoria/consulenza-gestione-rifiuti.html).

A cosa servono i codici C.E.R.

I codici C.E.R. servono a classificare correttamente un rifiuto in base al processo produttivo e si dividono in pericolosi e non pericolosi. I rifiuti pericolosi sono graficamente rappresentati da un asterisco (*) subito dopo le sei cifre (per esempio, il codice 02 01 08* che indica i rifiuti agro-chimici composti da sostanze pericolose).

Per determinare la pericolosità di un rifiuto sono necessarie delle apposite analisi di laboratorio con lo scopo di verificare eventuali superamenti di soglia del grado di pericolosità e,di conseguenza, determinare il processo di smaltimento o recupero del rifiuto.

Come si determinano i codici C.E.R.

Il codice C.E.R. è un numero composto da sei cifre. Le prime due cifre sono chiamate “Capitolo” perché indicano la categoria generale di appartenenza del rifiuto. Le cifre successive specificano la tipologia: per esempio, il capito “15” seguito dalle cifre 00 00 (15 00 00) indica i rifiuti di imballaggio, stracci, assorbenti, indumenti protettivi non altrimenti specificati. Si tratta di una categoria ampia e generica relativa gli imballaggi industriali. All’interno del capitolo “15” si può scendere nello specifico con le successive due cifre (codice generale) e le ultime due cifre (codice particolare), per cui il codice 15 01 03 va a indicare la specifica degli imballaggi in legno. Il grado di specificità dei codici C.E.R. è molto elevato, si contano attualmente 842 codici, ma le tabelle sono in continuo aggiornamento.

Poiché la classificazione è molto dettagliata e spesso la pericolosità di un rifiuto dipende dal contenere o meno determinate sostanze chimiche, rilevabili solo tramite analisi di laboratorio, esistono anche i cosiddetti codici C.E.R. a specchio, vale a dire una coppia di codici identico utilizzato per identificare lo stesso rifiuto, che nel caso in cui risulti pericoloso viene “asteriscato”, mentre l’altro non pericoloso è senza asterisco.

Infine, i rifiuti pericolosi devono riportare anche una specifica sigla HP la cui numerazione va da 1 a 15.

In fase di deposito o trasporto è vietato mischiare rifiuti con codici C.E.R. diversi o con lo stesso codice ma con grado di pericolosità diverso.

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