Sab. Feb 4th, 2023

Le scelte green possono riguardare ogni ambito e settore, talvolta bastano solo tre ingredienti: immaginazione, voglia di mettersi in gioco e sperimentazione. Dalle multinazionali alle piccole aziende locali, dalla realtà pubblica al contesto domestico è sempre più possibile puntare sul rinnovabile, abbandonando a poco a poco le fonti fossili – sicuramente più immediate – ma dannose per la nostra salute e per l’ambiente.

Un esempio green all’insegna del coraggio e dello spirito di intraprendenza salta all’occhio in questi giorni grazie al “Roma Ocean World”  che altro non è se non una circumnavigazione ecosostenibile intorno al mondo per un totale di 27.000 miglia nautiche in piena autonomia.

Oggi ho mangiato germogli e le ultime due uova,

La Bionda e La Mora non hanno prodotto, chissà sarà l’aria oceanica?

Martedì, 28 Ottobre 2014

Coordinate: wp 34 47 N 8 32 W [14:00 UTC]

Potrebbe sembrare  di sentire Robison Crusoe disperso sulla sua isola in mezzo all’oceano, ma le parole sono di Matteo Miceli, un avventuriero dei nostri tempi, che invece di trascrivere le sue giornate su un diario di bordo si affida alla tecnologia aggiornandoci in tempo reale sul suo sito web (www.matteomiceli.com). Alla zattera del più famoso naufrago di tutta la letteratura ha sostituito un catamarano autocostruito della lunghezza di 12 metri, chiamato Esteco – modello Class 40. Questo viaggio è iniziato domenica 19 ottobre alle 11,55 da Riva di Traiano (vicino a Civitavecchia) e durerà circa 6 mesi per concludersi nel medesimo porto. Non è solo l’ennesimo giro del mondo che si vuole intraprendere senza assistenza – esperienza già grandiosa in sé – ma rappresenta una vera e propria sfida verso le energie rinnovabili, grazie alla scelta di viaggiare in autonomia energetica, idrica e alimentare.

Infatti, l’imbarcazione non è alimentata da gasolio e questo rappresenta un vero e proprio primato. È stata dotata di tutto ciò che serve per avere autonomia energetica: generatore eolico, pannelli fotovoltaici calpestabili, idroturbine e dissalatore; l’energia accumulata viene immagazzinata in batterie sperimentali al litio. L’alimentazione di Matteo viene garantita da un orto biologico, progettato dalla facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli, per coltivare prezzemolo fresco – una vera e propria miniera di vitamina C – insalata e germogli di soia, grano e lenticchie.  Viene illuminato con luce artificiale, irrigato con acqua desalinizzata e concimato con compost marino a base di alghe, oltre che con i residui alimentari. A fargli compagnia ci saranno anche La Bionda e La Mora, due galline che gli forniranno, insieme alla pesca, la corretta dose giornaliera di proteine. Oltre a questi alimenti, le scorte prevedono 4 litri di olio, frutta secca e carboidrati.

Non solo Matteo vuole proporre un grande modello di ecosostenibilità, ma vuole anche fornire una documentazione scientifica di tutta la navigazione: misurerà i parametri meteo-oceanografici riguardanti il vento, la pressione atmosferica, la temperatura dell’acqua marina, dell’aria e delle correnti superficiali; invece i parametri di posizione e assetto dell’imbarcazione consentiranno di descrivere i movimenti della barca. Il progetto, iniziato nel 2009, è patrocinato dall’Università La Sapienza di Roma e della Regione Lazio. Oltre a Matteo Miceli, esperto skipper romano, partecipano anche Paolo De Girolamo, responsabile tecnico-scientifico del progetto e docente di Costruzioni Marittime del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) della Sapienza e a titolo gratuito alcuni ricercatori italiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell’Università di Napoli, nonché numerose società specializzate nella realizzazione delle attrezzature utilizzate in barca o nella fornitura di servizi, come Telespazio e Musto, quest’ultimo in qualità di partner principale (leader nell’abbigliamento tecnico per la vela).

I finanziamenti provengono dalla famosa casa d’aste londinese Christie’s che nel dicembre scorso ha battuto alcune opere di Emilio Greco[1].

Un grande “in bocca al lupo” a Matteo, impegnato in un viaggio duro e molto lungo, che oltre a rappresentare una sfida a se stesso, attraverso il progetto Roma Ocean World 2009/2014    dimostrerà la reale fruibilità di  nuove tecnologie e lavorazioni, progettazioni integrate, energie e sistemi propulsivi innovativi.

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[1] Emilio Greco: (Catania 11 ottobre 1913 – Roma, 5 aprile 1995) è stato uno scultore italiano.

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