
Andrea del Poggio, vicedirettore generale di Legambiente ha appena pubblicato un saggio per Mondadori intitolato “Le città sostenibili”, edito da Mondadori, un testo che fa il punto sulla situazione italiana delle città sostenibili, definendo a chiare lettere il senso di questa definizione.
Troppo spesso infatti non si comprende o si travisa il senso della parola città sostenibile e si rischia che il termine venga declinato in applicazioni pratiche approssimative. Si tratta di un concetto relativamente nuovo o perlomeno nuovo alle orecchie del grande pubblico e per questo bisogna essere rigoristi: se una città sostenibile deve per forza partire da edifici sostenibili, non si tratta certo di sinonimi! Una città sostenibile non lo è solo se l’architettura e la costruzione delle abitazioni segue canoni di “green building” mentre le strade sono sporche, la viabilità disordinata ed il traffico di autoveicoli è incrementato da problemi di urbanistica, dalla mancanza di mezzi pubblici decenti. Uno dei punti su cui il libro di Del Poggio enfatizza sono gli esempi di ecoquartiere in tutta Europa: sono i primi veri esperimenti di un contesto urbanistico in cui la sostenibilità non riguarda solo l’uso abitativo ma coinvolge tutta la vita in città e ne aumenta la vivibilità. Come Amburgo che ha trasformato quartieri industriali in zone abitabili sostenibili a basso costo, che permettono di acquistare in una delle città più ricche e più verdi del mondo, appartamenti a 2000 e 3000 euro al metro quadro. Edilizia sostenibile anche per i portafogli quindi, un saggio mix tra green building e social housing.
Studiare come recuperare un quartiere esistente o crearne uno ecologico da zero non basta, gran parte della sostenibilità passa per le aree verdi della città, destinate ad assorbire gran parte dei gas serra prodotti dalle attività umane ed a restituire ossigeno ai cittadini ma anche ad essere fruibili per il relax, lo svago e la socializzazione. Molte città in Italia hanno saputo evitare eccessive cementificazioni del territorio riservando ampie percentuali al verde, come Pisa, Cagliari e Mantova che hanno il 71% della superficie comunale destinata a parchi e riserve naturali o esempi di nicchia come il edilizia sostenibile Ecocittà nelle Marche a Porto Potenza Picena.
Un’Italia sconosciuta, quella della sostenibilità soprattutto energetica che meriterebbe una guida o un almanacco dedicato: abbiamo ben 2068 città, numero in crescita, che producono da fonti alternative più energia di quante ne consumino. Una serie di buoni esempi che passano quindi dal edilizia all’urbanistica, dal verde all’energia alternativa per ottenere non solo risparmi energetici ma anche e soprattutto la massima vivibilità possibile. Un concetto che può sembrare sottinteso ma che merita di essere ribadito più volte se quello della città sostenibile è il modello del futuro, bisogna avere ben chiaro come applicarlo nella pratica.
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