
Spesso non si riesce a far coniugare in maniera ottimale l’aspetto “green” di impianti e sistemi eolici e fotovoltaici con il più immediato aspetto estetico di ambienti, terreni e territori, oltre che di edifici storici.
Ma, è più importante installare sistemi a grande gittata per produrre energia utilizzabile per consumatori e prodotto assolutamente nel rispetto ambientale, o rispettare l’estetica paesaggistica e l’aspetto storico e culturale di edifici e territori? La disputa è sempre aperta, perché non è certamente bello vedere pale eoliche installate nel bel mezzo di colline artisticamente rilevanti o terreni e territori che hanno una rilevanza culturale e tradizionale elevata per tutti gli abitanti che in quegli ambienti si riconoscono. Al sentimento di appartenenza, storica, culturale e tradizionale, si contrappone l’utilità degli impianti alimentati a fonti rinnovabili.
Bene, le discussioni potrebbero essere interminabili, qui intendiamo solo puntualizzare che le ragioni stanno da ambo i lati. Il primo aspetto da valutare per coloro che sostengono l’installazione di impianti rinnovabili anche nei territori ritenuti storicamente e antropologicamente fondamentali è che, proprio tali impianti consentirebbero di mantenerne intatta la bellezza, la naturalezza e l’importanza. Al contempo, appare almeno artificiale installare in territori (facciamo l’esempio dei teatri greci o romani, opere all’aperto e spesso in immensi terreni) storicamente pregnanti delle inguardabili pale eoliche o indecorosi pannelli fotovoltaici. Come far combaciare le due idee, entrambe ragionevoli? Bene, per l’eolico si è pensato alle installazioni off-shore, pale eoliche installate in mare aperto, dunque lontani dallo sguardo umano, almeno quello del popolo più legato al territorio, anche dal punto di vista estetico. Per il fotovoltaico si è pensato di installare i pannelli a tetto, ossia lontani dall’invasività lamentata. Quest’ultima è una soluzione sostenibile, specie per alimentare i centri storici e i loro edifici (quanto è brutto vedere i motori dei condizionatori installati nelle facciate dei palazzi antichi, che oltre all’estetica intralciano anche l’acustica – ma qui la soluzione è data dai meccanismi innovativi e dall’inverter) e per rendere vivibile, a 360 gradi, anche i territori ricchi di importanza storica, culturale e antropologica.